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martedì 31 ottobre 2017
Asterisk + firefox + click2dial plugin
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mercoledì 25 ottobre 2017
I cani e le malattie a carico dei reni
E' molto frequente nei cani più anziani l'insorgenza di un'insufficienza renale: i reni non filtrano più il sangue in modo efficiente, con un conseguente accumulo di sostanze tossiche nel sangue quali l'azoto (uremia, azotemia), fosforo, e altri sali.
Quindi niente pesce, niente carne, si ai cibi specifici per patologie renali, che sono più ricchi in grassi.
Inoltre sono importanti gli integratori, a base di carbonato di calcio ed altro, che servono per favorire l'eliminazione del fosforo per via fecale, anziché renale.
Se il cane urina regolarmente, è inoltre importante una adeguata idratazione con acqua, e nel caso di uremia molto alta, iniezioni sottocutanee di soluzione salina (da fare con siringa oppure, più comodo, con ago a farfalla collegato a siringa).
In ogni caso è migliore il cibo umido, che contiene acqua, rispetto al cibo secco.
Forza10, uno dei maggiori player nel settore dei mangimi per cani e gatti, spiega che l’insufficienza renale nel cane è una patologia che si sviluppa soprattutto a causa della presenza di mangimi lavorati dalle industrie insieme ad attivi chimici.
Questi additivi, che non vengono
digeriti dal cane nella maniera dovuta, sommergono il suo organismo di
sostanze tossiche. Tutte queste sostanze vanno poi ad accumularsi nei
reni dell’animale, ostacolandone l’ottimale funzionamento. Le cause
possono essere anche altre, come ad esempio l’impiego di insetticidi nocivi o l’abuso di farmaci.
L’alimentazione per cani affetti da insufficienza renale cronica deve essere ricca di acidi grassi Omega3 e di amminoacidi. Per compensare la perdita di liquidi il cane tenderà a bere più del solito. Questo comportamento potrebbe aiutarci ad avvertire l’insufficienza renale nel nostro cane.
E' possibile riconoscere facilmente l'insufficienza renale in quanto il cane presenta almeno uno dei seguenti sintomi:
- beve molto (per contrastare l'aumento di concentrazione delle tossine nel sangue)
- alito che odora di pipì (di ammoniaca)
- perde appetito diventando quindi anoressico (perde peso, in quanto non si alimenta a sufficienza essendo il cibo fonte di ulteriori prodotti di scarto che intossicano ulteriormente il suo sangue)
Inoltre sono importanti gli integratori, a base di carbonato di calcio ed altro, che servono per favorire l'eliminazione del fosforo per via fecale, anziché renale.
Se il cane urina regolarmente, è inoltre importante una adeguata idratazione con acqua, e nel caso di uremia molto alta, iniezioni sottocutanee di soluzione salina (da fare con siringa oppure, più comodo, con ago a farfalla collegato a siringa).
In ogni caso è migliore il cibo umido, che contiene acqua, rispetto al cibo secco.
martedì 5 agosto 2014
Come usare i fondi del PSR per trasformare le emergenze in prevenzione
Giuseppe Altieri, Agroecologo
Carissimi,
ogni
anno si rinnova il mio appello contro il dissesto idrogeologico, dovuto
principalmente alla distruzione dell'Humus dei terreni che così non
trattengono più l'acqua per migliaia e migliaia di ettari, provocando
delle "Bombe Idriche".
Ciò
a causa di Pesticidi, Disseccanti e Diserbanti, Concimi chimici, ecc.
il cui uso ogni anno continua a incrementare, nonostante le politiche
agroambientali regionali dovrebbero prevedere la riconversione biologica
delle coltivazioni e il ripristino di siepi e alberature lungo i fossi
di scolo.
Invece,
le regioni sovvenzionano l'uso dei mezzi chimici, chiamandola
Agricoltura Integrata, o "conservativa" (a base di disseccanti che
distruggono l'humus), falsificando i disciplinari di Produzione
Integrata che prevedono molti più Pesticidi e disseccanti del normale
uso agricolo convenzionale.
Gli
stessi signori che chiedono politiche di prevenzione contro le
alluvioni siedono nei tavoli di concertazione e sorveglianza sui
PSR regionali , ricchissime finanziarie agricole che hanno a
disposizione oltre 5 miliardi all'anno per la riconversione biologica
dei terreni e per l'incremento dell'humus...
Questi
signori delle associazioni ecologiste, dei consumatori, e soprattutto
dei sindacati agricoli, questi ultimi in conflitto di interessi
drammatico a danno della salute umana e dell'ambiente, in quanto spesso
partecipi dei consorzi agrari che vendono disseccanti e pesticidi, nulla
fanno per costringere le regioni ad utilizzare in maniera conforme le
enormi risorse agroambientali disponibili, distratte da circa 20 anni,
in una mega-truffa comunitaria chiamata Agicoltura (dis)Integrata, più
volte censurata dalla Corte dei Conti UE, basata su presunte riduzioni
di uso della chimica, non controllabili ne verificabili (Rel.3/2005
Corte dei Conti UE).
Vi
allego mio articolo di denuncia, pubblicato nel giornale della E 45 con
un commento introduttivo di mia figlia preoccupata per il suo (e
nostro) futuro.
Attualmente
abbiamo dei ricorsi ai TAR (Toscana, Umbria, Marche e al Consiglio di
Stato, con esposto alla Corte dei Conti del 2001, al fine di fermare le
distrazioni di risorse agroambientali e riconvertire l'agricoltura al
Biologico.
Purtroppo
gli effetti delle alluvioni peggiorano la situazione anno dopo anno in
quanto i terreni agricoli perdono lo strato fertile superficiale.
Dobbiamo
intervenire prima che sia troppo tardi, le risorse ci sono in
abbondanza, bastano a riconvertire tutti i terreni agricoli italiani in
biologico, assicurando la copertura dei mancati ricavi, maggiori costi,
più un 20% per la transazione burocratica al Biologico, più un 30% se si
attivano azioni collettive di riconversione d'area, con immensi
benefici sul territorio. Ovvero l'agricoltura biologica deve convenire
per legge (regolamento comunitario) per tutti gli agricoltori, con
azione obbligatoria e prioritaria nei PSR.
...ottimizzando la spesa dello stato: dall’emergenza alla prevenzione...
Ma
sino ad oggi la miopia dei sindacati agricoli e delle regioni e i
conflitti di interesse dei sindacati agricoli non han fatto altro che
accelerare il disastro idrogeologico e sanitario dell'agricoltura
italiana con drammatiche ripercussioni sulla salute (l'Italia ha il
record Mondiale dei tumori dell'Infaniza ed ha perso 10 anni di vita
sana media dal 2004 ad oggi, fonte OMS - Eurostat)...
Pesticidi
e diserbanti presenti negli alimenti e nelle acque e contaminanti dei
terreni agricoli con esposizioni professionali elevate da parte degli
agricoltori, sono le principali concause aggravanti di Patologie
degenerative, scientificamente e legalmente riconosciuti (Es. Parkinson
per gli agricoltori in Francia)
Se qualcuno vuol partecipare alle vertenze in corso sulle politiche agroambientali ci contatti pure
Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
Docente Ordinario di Fitopatologia, Entomologia, Agricoltura Biologica, Agroecologia - Ist. Agrario Tod
Studio AGERNOVA - Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca
ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L'AGROECOLOGIA E LA VITA (AMA la Vita)
Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG)
tel 075-8947433, Cell 347-4259872
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Le vere cause delle alluvioni di Giuseppe Altieri (aggiornamento novembre 2012)
Questi disastri sono causati soprattutto dall'uomo, che disbosca e
coltiva usando tanti prodotti chimici che impoveriscono il terreno e lo
rendono più debole. Dovremmo, anzi Dobbiamo sfruttare la natura in modo più responsabile, altrimenti finiremo per fare del male alla terra e anche a noi.
Nina Altieri
Scuola Media "A. Ciuffelli " - Massa Martana (PG)
Distruzione
dell'Humus dei terreni, che trattiene l'acqua, a causa di disseccanti,
diserbanti e Pesticidi chimici agricoli, abbandono dei terreni e
distruzione di siepi... per migliaia e migliaia di ha ...che
confluiscono in ogni fiume...
E, se non ci muoviamo in tempo, l'anno prossimo arriveranno anche gli OGM... resistenti ai disseccanti.
Riportiamo
agli agricoltori italiani la responsabilità della nostra salute e
dell'Ambiente. Vietando l'uso della chimica in agricoltura !
Ho
letto commenti sull'alluvione in Liguria, così come ho ascoltato
infiniti commenti alle televisioni, ma nessuno dice la cosa più
importante, ovvero che, se non mettiamo a posto l'agricoltura,
liberandola dalla chimica che distrugge l'Humus e dalle speculazioni
commerciali che provocano abbandono delle terre, le alluvioni saranno
sempre più pericolose... per la mancanza di trattenimento delle acque "a
monte", ovvero nei terreni agricoli.
Abbiamo
oltre 25 miliardi di € di fondi comunitari di Sviluppo Rurale in Italia
per il periodo 2007-2013 (ne sono stati spesi ad oggi meno della metà ,
ndr... e rischiamo di perderli anche per il prossimo periodo 2014-2020,
se non li utilizziamo a dovere), oltre ad almeno altrettanti fondi di
cosiddetti Premi PAC di Sostegno al reddito degli agricoltori (con cui
si continua a sostenere agricoltura chimica, ed allevamenti senza terra,
industriali, produttori di liquami inquinanti ...invece di fertile
letame, che aumenta l'humus nei terreni trattenendo enormi quantità di
acqua... ndr).
Fondi
destinati al cosiddetto "Sviluppo rurale" ovvero per la riconversione
(obbligatoria e prioritaria per Regolamenti europei) verso la
coltivazione Biologica, rimettendo in tal modo a posto i nostri campi
oggi martoriati dalla chimica (disseccanti arancio che distruggono i
microrganismi, irrorati prima della semina e sotto le vigne, i frutteti e
gli oliveti, pesticidi in altissime quantità con molti residui nei
cibi, ecc).
Chimica che distrugge l'humus e la vegetazione che protegge la terra ...la
quale, pertanto, non trattiene più l'acqua e si sfalda... provocando
disastri le cui cause sono principalmente dovute alla diminuzione di
sostanza organica stabile dei terreni, la vera e propria "spugna" che
assorbe acqua fino a 10 volte il suo peso. E quando decine di migliaia
di ettari di terreno trattengono meno della metà dell'acqua che
trattenevano 40 anni fa... l'erosione, le alluvioni e i disastri sono la
conseguenza inevitabile
Concausa
aggravante è anche l'abbandono dei terreni e la mancanza di coperture
autunno-invernali, oltre alla distruzione delle siepi, iniziata negli
anni 60' per una sfrenata meccanizzazione. Piante idrofile come Salici,
Platani e Pioppi, che evaporano milgiaia di litri d'acqua al giorno
lungo i fossi, i canali dei campi e in ultimo i fiumi... che ricordo a
tutti, raccolgono le acque di migliaia e migiaia di ha di terreni
agricoli e boschivi... Terreni che oggi vengono a saturarsi troppo
facilmente, rilasciando a un certo punto l'acqua tutta insieme, così
creando delle vere a proprie "bombe idriche", che cadono a valle
portandosi via tutto ciò che incontrano...
Erodendo nel contempo i terreni che si sfaldano in fango, con incremento progressivo del problema della drammatica riduzione del "trattenimento d'acqua a monte"...
E
siccome il fenomeno è di carattere esponenziale nel futuro dobbiamo
aspettarci di peggio se non interveniamo a dovere... Gli agricoltori
rischiano di perdere definitivamente la fertilità dei terreni e lo
stesso strato di terra coltivabile che frana drammaticamente a valle.
Ciò e misurabile con attrezzature semplici messe lungo i fossi di scolo dei campi...
Oggi
vi sono fondi europei di sviluppo rurale immensi (in Europa oltre 200
miliardi di € investiti), per rimettere le siepi, pagare tutti i mancati
redditi, i maggiori costi, più un 20% per chi coltiva in biologico, per
inserire le coltivazioni di copertura autunno-invernali intercalari
tra le colture da raccogliere, per incrementare la biodiversità,
proteggere le aree di interesse naturalistico (Natura 2000)... e
sostenere tutte quelle pratiche agroambientali atte a prevenire le
catastrofi e migliorare la fissazione del carbonio del terreno
incrementando l'Humus (e risolvendo nel contempo l'effetto serra,
ndr)... fondi utilizzabili e sufficienti per milioni di ha.
In tal modo ..."preservando la fertilità dei terreni per le generazioni future"...
(Art. 44 della Costituzione Italiana, che tutela inoltre i diritti
inviolabili alla salute e all'ambiente salubra, Art. 32, e Art. 9,
regolando l'attività economica affinche tali diritti non vengano
violati, Art. 41)
Ma
queste immense somme europee vengono utilizzate in modo distorto, per
la miopia dei sindacati agricoli irresponsabili (Coldiretti, Unione
Agricoltori, CIA) che sono molto spesso parti attive nelle proprietà dei
consorzi agrari che vendono pesticidi ...mentre concertano le politiche
agroambientali degli assessorati all'agricoltura... in palese conflitto
di interessi... visto che tali politiche dovrebbero finanziare la
sostituzione dei pesticidi e concimi chimici...
Enormi
risorse finiscono nelle tasche di chi abbandona i terreni senza
coltivarli (Set-aside ventennali... es. in Basilicata) e, molto peggio,
di chi compra pesticidi, chiamandola "agricoltura Integrata",
falsificandone le norme, secondo disciplinari che oggi prevedono usi di
pesticidi molto superiori al normale impiego in agricoltura
convenzionale. Ad es. le autorizzazioni a disseccare i terreni prima di
seminare con prodotti tossicissimi, a disseccare le file dei vigneti,
oliveti, frutteti, consentendo oltre 30 trattamenti chimici sui frutteti
e oltre 20 sui vigneti... Per chi intendesse approfondire la questione
consiglio di scaricare i disciplinari regionali di agricoltura
(dis)integrata delle regioni italiane da internet, Disciplinari
per il cui rispetto vengono erogati i fondi agroambientali europei...
ovvero per continuare a Comprare Pesticidi disseccanti e concimi
chimici che distruggono l'humus !!!
Andate
a vedere in tutta Italia, per esempio, i vigneti con l'erba disseccata
invece che tagliata, le zone del Gavi in Piemonte (da cui l'Acqua scende
in Liguria, ndr) o a Conegliano Veneto (tanto per ricordare un'altra
alluvione terribile) e guardate i terreni a milioni di ha che diventano
"arancioni"... disseccati da contoterzisti ed agricoltori che corrono,
spesso indebitati con le Banche, senza preoccuparsi del futuro... e non
hanno tempo di lavorare la terra come si deve... il tutto per
risparmiare qualche €/ha... !!! (mentre i fondi agroambientali europei
dovrebbero sostenere pratiche ecologiche per i loro maggiori costi...)
O,
peggio, gli oliveti "agente arancio" in primavera... sotto l'effetto
del solito Glifosate (Roundup e prodotti similari), il diserbante più
venduto al mondo, micidiale per la salute umana e ormai presente in
tutte le acque di falda (fonte Ispra Arpa), così come altri micidiali
pesticidi e diserbanti...
Mentre i
Pagamenti Agroambientali Europei destinati alle regioni dovrebbero
pagare per Legge, tutti i mancati ricavi, i maggiori costi più un 20% di
spese di transazione, più un altro 30% per le azioni di vasta area,
agli agricoltori che forniscono servizi ambientali e sanitari
(agricoltura Biologica, Siepi, inerbimenti dei campi, incremento
dell'Humus, ecc..).
Sulla
non correttezza della Spesa Agroambientale europea (avviata nel lontano
1992, sic !) è intervenuta, ripetutamente, da almeno un decennio la
Corte dei Conti Ue (Relazione n. 3/ 2005 e n. 7/ 2011 sulla Spesa
Agroambientale delle regioni europee).
Ma
le regioni continuano imperterrite nei loro disastri a carico
dell'economia agricola e della salute pubblica e dell'ambiente degli
italiani.
Mentre
i consorzi agrari continuano a far affari sulla nostra pelle, in
primis degli agricoltori stessi. E non riescono a riconvertirsi verso
una "convergenza di interessi"... ovvero a vendere prodotti per
l'Agricoltura Biologica e ritirare raccolti Biologici !
Un
disastro che è tra le principali cause di oltre 50 miliardi all'anno di
spesa sanitaria nazionale per malattie degenerative collegate
direttamente, come concause aggravanti, all'impiego di pesticidi in
agricoltura ed ai residui negli alimenti e nel pescato.
Oggi
il Cancro è la prima vera causa della crisi economica italiana... siamo
un "paese al reparto oncologico" !! L'Aspettativa di vita sana nel
nostro paese è calata dal 2003 ad oggi di almeno 10 anni (dati UE),
mentre il tasso di tumori infantili neonatali cresce del 3% all'anno in
Italia, il doppio degli altri paesi europei (dove l'uso di pesticidi è
stato drasticamente ridotto già negli anni '90). L'infertilità delle
coppie Italiane è tra le più alte al mondo a causa dell'effetto di
disturrbo ormonale dovuto ai residui chimici negli alimenti e nelle
acque. In Italia abbiamo 1,4 figli per coppia, in Germania ne hanno 3,5,
in Francia 3... se andiamo avanti così, tra breve non ci saranno più
italiani e gli stranieri avranno finalmente vinto al loro guerra di
invasione eliminandoci con la chimica e gli OGM... Una guerra che
oltretutto ci viene venduta, come lento suicidio a Pagamento a partire
dalle campagna per arrivare ai Supermarkets del cibo globalizzato e
finire alle chemioterapie e medicine sintetiche.
L'Italia
da sola consuma oltre il 35 % di tutti i pesticidi UE, mentre
l'agricoltura è indebitata in maniera spaventosa e i contadini vengono
sfruttati dal commercio e dalle industrie agroalimentari... allorquando i
fondi UE finanzierebbero lo sviluppo delle filiere corte o dirette
locali e biologiche, in forma obbligatoria e prioritaria.
Abbiamo
in mano una finanziaria da almeno 40 miliardi di € annui per salvare
l'Italia e la vita degli italiani... oltre alla nostra economia: I
Contributi PAC di sostegno al reddito degli agricoltori e quelli dei PSR
regionali, per il pagamento di servizi e investimenti in agricoltura.
Da
almeno 20 anni denuncio queste mancanze, partecipando a trasmissioni
popolari come Report, Ambiente Italia, ecc. Grazie a un manipolo di
agricoltori biologici abbandonati da tutte le "ufficiali rappresentanze"
abbiamo attivato i ricorsi amministrativi ai TAR in Umbria, Marche
Toscana e Campania. E un esposto alla Corte dei Conti la tiene informata
dei fattii dal 2000, così come informati sono il Ministero Agricoltura,
le Regioni, la Commissione UE che approva programmi spesso non conformi
agli obiettivi delle normative europee, salvo esporsi alle puntuali
critiche della Corte dei Conti Ue sopracitate...
Se qualcuno ci vuole aiutare... o meglio se qualcuno vuole aiutarsi... ci contatti pure
Se,
poi, volessimo approfittare di questi due prossimi anni cruciali, con
ancora molti fondi disponibili, per avviare la corretta applicazione dei
programmi Agroambientali europei e regionali, facendo tutti un esame di
coscienza, potremmo passare dal conflitto alla convergenza di interessi, per avviare finalmente una riconversione Italiana Agroecologica, nel
suo ruolo multi-funzionale, cruciale per la salvaguardia della salute e
dell'ambiente e la tutela del territorio dall'erosione, per assicurare ai nostri figli la fertilità biologica della Terra e la conservazione della sua capacità di nutrirli.
E non di ammalarli, come oggi succede a causa del sistema agro-industriale globalizzato offerto nei Supermarket.
Approfittiamo
della crisi industriale per tornare alla Campagna e coltivare
biologicamente (ci sono molti fondi anche per aprire nuove partite iva
di giovani agricoltori sotto i 40 anni)...
E ri-colleghiamo i cittadini agli agricoltori attraverso i mercati locali e solidali, al giusto prezzo.
Rimettiamo gli alberi lungo i fossi, le siepi lungo i campi e i boschetti lungo i fiumi, togliamo il cemento dove fa danni.
Ricostruiamo
il Paesaggio tradizionale della Campagna Italiana, restaurando i Casali
in Bioedilizia, dotandoli di energie rinnovabili....
Soprattutto,
ricostruiamo l'Humus alla Madre Terra, recuperando le tradizioni
Agroecologiche e diffondendo tecniche Biologiche avanzate
"ecocompatibili".
Riportiamo agli agricoltori italiani la responsabilità della nostra salute...
...sono sicuro che loro ne avranno gran cura.
Ma
attenzione, se non applichiamo la "clausola di Salvaguardia
Nazionale"(come prescrive la Dir. 2001/18 CE in materia), vietando ogni
importazione di OGM, per gli accertati pericoli per la salute e la
contaminazione irreversibile dell'ambiente, se non sottoponiamo
preliminarmente la materia OGM al referednum consultivo popolare, come
prescrive la stessa direttiva...
...l'anno
prossimo la Monsanto e le altre multinazionali potranno vendere e far
seminare OGM anche in Italia... e la guerra di sopravvivenza della
tradizione agroalimentare italiana sarà definitivamente ed
irreversibilmente persa !
Chi ci salva? Beppe Grillo o il Movimento 5 Stelle?
...o una rivolta popolare spontanea
saluti cari
Prof. Giuseppe Altieri
Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it
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Occorre ottimizzare la spesa dello stato: dall’emergenza alla prevenzione
La
mitigazione del rischio idrogeologico è una priorità. Continuare a
finanziare gli interventi di somma urgenza e solo nuovi 180 milioni di
euro per tre anni non sono la soluzione
In Italia oltre 5 milioni di cittadini a rischio. Le frane e le alluvioni riguardano l’82% dei Comuni italiani
I
primi giorni dell’autunno hanno drammaticamente riportato all’attualità
il problema del rischio idrogeologico. Liguria, Toscana, Liguria,
Puglia, Sicilia sono le prime regioni che hanno dovuto fare i conti con
il problema delle forti piogge e le conseguenti frane o esondazioni di
torrenti e fiumi. Precipitazioni, sempre più intense e frequenti per i
cambiamenti climatici in atto, un territorio che ogni anno è reso più
vulnerabile dal consumo di suolo e una politica di prevenzione e
mitigazione del rischio idrogeologico che continua a basarsi su pochi
interventi di somma urgenza invece che su un’azione di prevenzione e
manutenzione diffusa su tutto il territorio sono le cause del problema.
Purtroppo le regioni e i cittadini coinvolti sono destinati ad
aumentare. Sono infatti più di 5 milioni i cittadini italiani che ogni
giorno vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio
idrogeologico e 6.633 i Comuni che hanno all’interno del territorio aree
ad elevato rischio di frana o alluvione.
La
difesa del suolo e le politiche di prevenzione del rischio sono ormai
urgenti, come ricordato anche nelle recenti risoluzioni approvate alla
Camera e al Senato. Nuovi fondi per
la prevenzione però non arrivano nemmeno quest’anno, o ne arrivano
troppo pochi. La legge di stabilità varata dal Governo infatti sblocca
1,3 miliardi di euro per interventi immediatamente cantierabili in
attuazione degli Accordi di programma fatti con le Regioni per far
fronte alla somma urgenza e ne stanzia di nuovi solo 180 milioni in tre
anni così divisi: 30 milioni per il 2014, 50 per il 2015 e 100 per il
2016. Risorse assolutamente insufficienti e soprattutto che non vengono
destinate a mettere in campo quell’azione necessaria e integrata di
difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologica quanto mai
necessaria.
“Dopo
anni di risorse virtuali e di finanziamenti erogati sulla base di
schemi emergenziali, occorreva quest’anno dare impulso ad investimenti
veri, duraturi, di buona finanza ma soprattutto di buona prevenzione. Ma
così non è stato. Il debito pubblico e lo spread non possono
rappresentare le motivazioni per non intervenire in questo settore, per
il quale è necessario trovare meccanismi finanziari adeguati. Serve una scelta politica forte, convinti che l’attuazione di tutto questo non
solo produrrà un beneficio in termini di sicurezza, ma anche come
rilancio occupazionale ed economico dei territori. Infatti, occorre
attivare programmi di manutenzione ordinaria, controllo e tutela del
territorio e dei fiumi, per attivare i quali è necessario un supporto
tecnico qualificato e diffuso localmente, con la possibilità di creare
nuova occupazione. Per questo sarà importante inserire gli interventi e
le politiche volte alla mitigazione del rischio idrogeologico anche
nella futura programmazione dei
fondi strutturali comunitari 2014-2020 e soprattutto permettere alle
amministrazioni locali di mettere in campo gli interventi necessari,
prevedendo opportune deroghe al patto di stabilità in particolare per le
Regioni che partecipano al cofinanziamento degli interventi previsti
dagli accordi di programma”, così dichiara la colazione di
rappresentanza.
Azione
questa prioritaria e richiamata a gran voce anche in questi giorni.
Infatti le spese di Regioni e Comuni relative alla mitigazione del
rischio idrogeologico vanno considerate come veri e propri investimenti,
in quanto più efficaci di qualsiasi intervento in emergenza e in grado
di prevenire danni per cifre ben superiori a quelle così investite.
Purtroppo
si continua ad ignorare la necessità di attuare una seria politica di
mitigazione del rischio da frane e alluvioni nel nostro Paese, a
partire da una seria applicazione delle direttive europee “Acqua
(2000/60/CE) e rischio alluvionale (2007/60/CE) e dalla mancata
istituzione delle Autorità di distretto e di una governance che ragioni a
scala di bacino, su cui siamo già in forte ritardo rispetto alle
scadenze europee al 2015. Negli ultimi 20 anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione ne abbiamo spesi oltre 2,5 per riparare i danni. Il
Ministero dell’Ambiente ha quantificato infatti in circa 8,4 miliardi
di euro i finanziamenti statali dati a politiche di prevenzione, mentre
nello stesso periodo si sono spesi 22 miliardi di euro per riparare i
danni causati da frane ed alluvioni. Un bilancio reso ancora più grave
dalle numerose vittime e tragedie che frane e alluvioni hanno causato e
continuano a causare sul territorio.
“Le politiche per la mitigazione del rischio idrogeologico non si possono limitare allora all’attuazione di pochi interventi puntuali. Serve
un’azione nazionale di difesa del suolo che rilanci la riqualificazione
fluviale, la manutenzione ordinaria e la tutela del territorio come
elementi strategici delle politiche di prevenzione, abbandonando la
logica del ricorso a sole opere strutturali e di somma urgenza e
pensando – come richiesto dalle Direttive Europee - a un insieme di
strumenti e misure che puntino a ridurre il rischio assecondando
maggiormente le dinamiche fluviali. Un approccio che superi la logica di
emergenza che ha caratterizzato l’azione delle istituzioni in questi
ultimi anni.”
Legambiente,
Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale
degli architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali,
Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei geometri,
Inu, Ance, Anbi, WWF, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Cirf,
Aipin, Sigea, Aiab, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy,
Federparchi, Gruppo183, Arcicaccia, Società dei territorialisti, Alta
scuola
L’ufficio stampa di Legambiente:
0686268353-76-99
--
Luisa Calderaro
Addetta stampa
Legambiente Onlus
Via Salaria 403
00199 Roma
tel. 06/86268353
fax 06/86218474
www.legambiente.it
l.calderaro@legambiente.it
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Luisa Calderaro
Addetta stampa
Legambiente Onlus
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www.legambiente.it
l.calderaro@legambiente.it
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venerdì 9 maggio 2014
Nuova tassa sul cellulare in vista! Ma che bel governo abbiamo!
Il nuovo Ministro per i Beni e le Attività
Culturali Franceschini ha intenzione di firmare il decreto che aumenta
l’equo compenso, un sovrapprezzo su svariati dispositivi tecnologici.
Eppure dallo studio voluto dallo stesso Ministero emerge che solo 13 consumatori su 100 usano dispositivi tecnologici per archiviare copie private di musica e film. Quindi, il balzello di 3 e 4 euro chiesto dalla Siae sul prezzo di smartphone e tablet non è giustificato e si tratta solo di una tassa. Ma il ministro Franceschini sembra voler comunque approvare il provvedimento.
Eppure dallo studio voluto dallo stesso Ministero emerge che solo 13 consumatori su 100 usano dispositivi tecnologici per archiviare copie private di musica e film. Quindi, il balzello di 3 e 4 euro chiesto dalla Siae sul prezzo di smartphone e tablet non è giustificato e si tratta solo di una tassa. Ma il ministro Franceschini sembra voler comunque approvare il provvedimento.
Il precedente Ministro, Bray, aveva bloccato il tutto in
attesa di sviluppare un’indagine ad hoc sulle abitudini dei consumatori
per verificare se davvero le copie private di opere musicali e
cinematografiche siano cresciute negli ultimi tre anni tanto da
legittimare addirittura un aumento di ben 5 volte l’equo compenso, come
pretenderebbe la Siae.
Finalmente l’indagine è stata resa pubblica e dimostra la fondatezza delle nostre tesi: solo il 13% dei consumatori infatti fa effettivamente copie private e di questi solo 1 terzo usa smartphone e tablet. Se proprio dovesse essere aggiornato, l’equo compenso andrebbe sensibilmente ridotto.
Finalmente l’indagine è stata resa pubblica e dimostra la fondatezza delle nostre tesi: solo il 13% dei consumatori infatti fa effettivamente copie private e di questi solo 1 terzo usa smartphone e tablet. Se proprio dovesse essere aggiornato, l’equo compenso andrebbe sensibilmente ridotto.
Il decreto non farebbe altro che innalzare le
quote già imposte dal precedente decreto Bondi, portando i precedenti 80
milioni di prelievo annuo a oltre 200 milioni.
L'equo compenso, destinato ad arricchire di fatto solo le casse
della Siae, in alcuni Paesi europei non esiste. In Italia viene
soprattutto distribuito tra gli artisti più noti e importanti.
Chi acquista musica e film legalmente da piattaforme
online, paga già i diritti d'autore per poterne fruire. Con il decreto
queste persone si troverebbero a dover dunque pagare due volte.
Firma anche tu per chiedere al nuovo Ministro Franceschini di non avallare il decreto: più siamo, più contiamo.
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lunedì 21 aprile 2014
Disseccante e OGM - Di Giuseppe Altieri
Purtroppo, mai come quest'anno, la Pasqua è caratterizzata da
Milioni di ettari di Erba disseccata con l'Agente Mortale Agrotossico
Arancione: Roundup e similari... diserbanti che distruggono la nostra
salute e la fertilità dei terreni e inquinano le acque, nell'ignoranza
generale.
Pesticidi venduti come biodegradabili e che in
realtà si ritrovano nel latte materno, nella placenta e nel sangue del
cordone ombelicale delle madri... prime vittime gli Agricoltori.
L'Italia
ha il record Mondiale dei Tumori dell'Infanzia (OMS) e la nostra
aspettativa di vita sana si è ridotta di almeno 10 anni da quando sono
entrati sul mercato europeo OGM e Pesticidi collegati (Eurostat)...
Pesticidi
e Disseccanti sono concause aggravanti delle principali malattie
epigenetiche degenerative, modificando il nostro dna... Cancro, tumori,
linfomi e Leucemie, Parkinson, Alzheimer, SMC, SLA, malattie autoimmuni,
Celiachie, disfunzioni ormonali e patologie tumorali collegate, come il
tumore mammario, e dei testicoli, della prostata... ipofertilitò,
sterilità e teratogenesi, ovvero... danni alle generazioni future...
State distruggendo il vostro futuro... e gli ospedali sono pieni di
bambini ammalati.
Per curare queste malattie bisogna curare la terra: l'agricultura e l'alimentazione
Comincino
i Sindaci, responsabili costituzionali della salute dei cittadini, a
dichiarare i territori biologici, fermando i venditori di pesticidi e
i conflitti di interessi non degni di un paese civile,
laddove Sindacati agricoli sono proprietari dei consorzi agrari...
ovvero vendono pesticidi e ritirano i prodotti agricoli.
BUONA PASQUA... di resurrezione
...quando sarà libera da Pesticidi ed OGM
Vogliamo una primavera Verde (viva) e non Arancione (morta)
(Alleghiamo documentazione fotografica e l'appello di migliaia di scienziati contro Pesticidi ad OGM)
Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
martedì 8 aprile 2014
Considerazioni sul disseccante Glifosate, trovato nel latte materno in USA - Di Giuseppe Altieri
Uno studio pilota dimostra l'accumulo di glifosato (Disseccante chimico) nei corpi umani e nel latte materno.
Le
analisi delle urine in USA mostrano livelli di glifosato più di 10
volte maggiore di quella riscontrata in Europa, laddove però il
Glifosate e gli altri disseccanti si stanno diffondendo in maniera
pericolosissima... anche lungo le strade e nei giardini... e gli OGM
(resistenti ai disseccanti chimici) vengono importati accumulando
glifosate nei prodotti alimentari.
Questo
studio prova che la Monsanto e gli enti autorizzatori hanno
"sbagliato", per quanto riguarda il bioaccumulo del glifosate, portando a
gravi problemi di salute pubblica.
Dobbiamo
BANDIRE IMMEDIATAMENTE OGM, DISSECCANTI INUTILI (in quanto le erbacce
diventano resistenti e la chimica è sostituibile con mezzi meccanici) e
PERICOLOSI per la salute e l'ambiente, e tutti i PESTICIDI inutili, dal
momento che esistono tecniche alternative regolarmente registrate al
commercio, ovvero sottoposte a prove di efficacia.
Prodotti
e tecniche naturali che gli agricoltori non conoscono perchè nessuno li
informa, tranne i rappresentanti delle ditte chimiche e i venditori di
Pesticidi (Consorzi Agrari).
Mentre
dovrebbero essere gli Agronomi indipendenti a prescrivere le tecniche
agricole per difendere le coltivazioni (Circolare MIPAAF sull'Atto
Fitoiatrico), con obbligo prioritario di quelle sostitutive dei mezzi
chimici di sintesi, pericolosi, ai sensi della Direttiva UE sull'uso
sostenibile dei Pesticidi che prevede l'obbligo dal 2014
dell'Agricoltura integrata su tutto il territorio Europeo (D. l.gsl 150
del 14 agosto 2012).
Dobbiamo
ritornare subito alla coltivazione Biologica... perchè è già troppo
tardi e rischiamo di non poter più tornare indietro, una volta distrutta
la fertilità dei terreni.
Abbiamo a disposizione enormi risorse che non vengono utilizzate a dovere dalle regioni italiane
Dove finiscono i miliardi dei pagamenti agroambientali europei?
L'Unione
Europea finanzia gli agricoltori biologici attraverso i Pagamenti
Agroambientali dei PSR regionali, compensando tutti i mancati ricavi
(riconosciuto il 30-40% di calo di resa, anche se i migliori agricoltori
non perdono così tanto raccolto), più tutti i maggiori costi delle
tecniche sostitutive, cui si aggiungono un 20% di compensi per il lavoro
burocratico della certificazione biologica e un 30% in caso di azioni
collettive di più agricoltori biologici che portano immensi benefici al
territorio. A ciò si aggiungono contributi per l'Assistenza tecnica e
per le spese di certificazione biologica che vengono coperte fino a
3.000 € ad azienda. Per l'informazione degli Agricoltori per la loro
formazione e per l'Innovazione Agroecologica e la Promozione verso i
consumatori dei prodotti biologiciì
Ma,
purtroppo, ancora oggi, come da circa 20 anni, queste enormi risorse
agroambientali (circa 20 miliardi di € per i PSR regionali disponibili
per l'Italia, più altro 30 miliardi e più per i sostegni al reddito PAC
ogni 7 anni), finiscono soprattutto nelle tasche di chi compra pesticidi
e pratica un'agricoltura cosiddetta integrata, in realtà falsificata in
quanto basata solo su presunte riduziioni di pesticidi chimici, con
disciplinari che consentono un uso molto maggiore di pesticidi rispetto
al normale impiego convenzionale.
Una vera e propria truffa comunitaria che abbiamo denunciato più volte.
Dove...
innaturalmente... è previsto anche l'Impiego dei disseccanti chimici,
inutili, tossici e distruttori dell'humus dei terreni, con conseguenti
alluvioni e dissesto idrogeologico...
PAGATI COI SOLDI DELLE NOSTRE TASSE
lunedì 24 marzo 2014
Dottoressa del San Raffaele cura il cancro con l'alimentazione biologica. Ma invece di premiarla, la licenziano!
Tratto da www.disinformazione.it/inquisizione_moderna.htm
Il Torquemada dei
nostri giorni: da "Le Iene" al licenziamento della d.ssa De Petris
di Marcello Pamio - 24 marzo 2014
di Marcello Pamio - 24 marzo 2014
Sono passati non molti
secoli, da quando i men in black, gli uomini in nero della santa
chiesa cattolica e apostolica di Roma, mandavano sul rogo tutte le
persone, soprattutto donne, in particolar modo levatrici, cioè le
antesignane delle ostetriche che sapevano far nascere, e le erboriste,
coloro che sapevano usare le piante medicinali.
Chiunque in odore di maligno faceva una triste fine.
Nei nostri giorni le cataste di legna sono andate un po' fuori moda, vuoi anche per il costo della stessa, eppure il sistema non è cambiato, ad eccezione se vogliamo, della tunica che è passata dal nero ecclesiastico al bianco dei camici ospedalieri.
Chiunque in odore di maligno faceva una triste fine.
Nei nostri giorni le cataste di legna sono andate un po' fuori moda, vuoi anche per il costo della stessa, eppure il sistema non è cambiato, ad eccezione se vogliamo, della tunica che è passata dal nero ecclesiastico al bianco dei camici ospedalieri.
Oggi l'inquisizione,
per così dire scientifica, lavora alacremente forse anche più del
passato, con la differenza che nel corso del tempo il sistema si
è fatto più intelligente e meno spudorato.
I processi inquisitori, in cui il giudice e l'accusatore sono incarnati dalla stessa persona o istituzione, avvengono utilizzando vari strumenti, tra cui la diffamazione e la calunnia, il discredito per giungere alle minacce e ritorsioni professionali. In tutto questo gioca un ruolo importantissimo lo strumento prìncipe di controllo sociale: i mezzi di comunicazione di massa!
I processi inquisitori, in cui il giudice e l'accusatore sono incarnati dalla stessa persona o istituzione, avvengono utilizzando vari strumenti, tra cui la diffamazione e la calunnia, il discredito per giungere alle minacce e ritorsioni professionali. In tutto questo gioca un ruolo importantissimo lo strumento prìncipe di controllo sociale: i mezzi di comunicazione di massa!
Veniamo ai fatti.
Mercoledì 5 marzo
2014, durante la trasmissione de “Le Iene” su Italia1, è andato in onda un servizio
ben documentato su Antonio ("La
storia del tumore guarito di Antonio"), un signore malato di tumore
al cervello (in metastasi) che è riuscito non solo a bloccare
la malattia, ma ad invertire il processo, grazie anche all'introduzione di una alimentazione vegana-crudista.
Questa persona è stata seguita da Michela De Petris, un medico chirurgo specializzato in nutrizione oncologica, che lavora sia privatamente, sia come specialista all'IRCCS San Raffaele di Milano.
Il percorso che questo medico ha fatto intraprendere ad Antonio, è stato un periodo iniziale di alimentazione esclusivamente crudista, soprattutto a base di vegetali a foglia verde per agevolare e permettere una intensa disintossicazione organica, per poi far rientrare lentamente nella dieta, assieme a quelli crudi, anche vegetali cotti.
In soli tre mesi dal cervello gli è sparito un tumore di oltre 2 cm di diametro.
Questa persona è stata seguita da Michela De Petris, un medico chirurgo specializzato in nutrizione oncologica, che lavora sia privatamente, sia come specialista all'IRCCS San Raffaele di Milano.
Il percorso che questo medico ha fatto intraprendere ad Antonio, è stato un periodo iniziale di alimentazione esclusivamente crudista, soprattutto a base di vegetali a foglia verde per agevolare e permettere una intensa disintossicazione organica, per poi far rientrare lentamente nella dieta, assieme a quelli crudi, anche vegetali cotti.
In soli tre mesi dal cervello gli è sparito un tumore di oltre 2 cm di diametro.
Inoltre la d.ssa De
Petris, sempre nella trasmissione ha detto che "non c'è malattia che non si
giovi del miglioramento alimentare. In tanti casi, cambiando
alimentazione è possibile guarire da patologie: allergie, patologie
reumatologiche, eczemi, irritazioni, dermatiti, diabete, patologie
infiammatorie, intestinali come il morbo di Crohn, ipercolesterolemia,
calcolosi, malattie auto-immuni e molto spesso anche patologie tumorali,
soprattutto quelli ormono-sensibili (mammella, colon, prostata)"
Una storia veramente
meravigliosa: cosa c'è di più bello per un medico partecipare
attivamente alla guarigione da un tumore di uno dei propri assistiti?
E soprattutto, cosa c'è di più bello nel vedere e sentire la testimonianza di una famiglia completamente rinata dopo un periodo buio in cui avevano perso ogni speranza, soprattutto dopo il ritorno del tumore.
Come non dare ragione a questo medico? In fin dei conti lo stesso Ippocrate, padre della medicina moderna, ha sempre puntato molto nella dietetica per migliorare e guarire i suoi pazienti. Oggi purtroppo per noi tutti, ai medici nel lungo percorso universitario non vengono insegnati i principi fondamentali della nutrizione, e questo non è un caso o una banale dimenticanza. I medici moderni non devono sapere nulla di alimentazione corretta, altrimenti si rischia la salute delle persone.
Ricordiamo che non si guadagna dalla salute, ma solo dalla malattia!
E soprattutto, cosa c'è di più bello nel vedere e sentire la testimonianza di una famiglia completamente rinata dopo un periodo buio in cui avevano perso ogni speranza, soprattutto dopo il ritorno del tumore.
Come non dare ragione a questo medico? In fin dei conti lo stesso Ippocrate, padre della medicina moderna, ha sempre puntato molto nella dietetica per migliorare e guarire i suoi pazienti. Oggi purtroppo per noi tutti, ai medici nel lungo percorso universitario non vengono insegnati i principi fondamentali della nutrizione, e questo non è un caso o una banale dimenticanza. I medici moderni non devono sapere nulla di alimentazione corretta, altrimenti si rischia la salute delle persone.
Ricordiamo che non si guadagna dalla salute, ma solo dalla malattia!
Come detto,
l'inquisizione è sempre attiva e in allerta: le orecchie sono sempre ben
spalancate.
Non a caso, il giorno seguente la trasmissione, il 6 marzo 2014, esce sùbito un comunicato stampa ufficiale del San Raffaele, scritto in fretta e furia e i numerosi errori ortografici lo dimostrano, in cui vengono prese le distanze dalle dichiarazioni della dottoressa. Le lobbies avevano già alzato il telefono assieme alla voce...
Quindi invece di premiare per meriti medici e umanitari la d.ssa De Petris, un Medico che porta avanti e fa onore all'Ars Medica di ippocratica memoria, il primario del San Raffaele l'ha chiamata nel suo ufficio e licenziata in tronco!
Ecco come funziona il Sistema. Ecco il moderno rogo.
Non a caso, il giorno seguente la trasmissione, il 6 marzo 2014, esce sùbito un comunicato stampa ufficiale del San Raffaele, scritto in fretta e furia e i numerosi errori ortografici lo dimostrano, in cui vengono prese le distanze dalle dichiarazioni della dottoressa. Le lobbies avevano già alzato il telefono assieme alla voce...
Quindi invece di premiare per meriti medici e umanitari la d.ssa De Petris, un Medico che porta avanti e fa onore all'Ars Medica di ippocratica memoria, il primario del San Raffaele l'ha chiamata nel suo ufficio e licenziata in tronco!
Ecco come funziona il Sistema. Ecco il moderno rogo.
Siccome
l'ospedale
in cui lavora, o meglio lavorava, prende moltissimi soldi dalle
case farmaceutiche per le costosissime cure farmacologiche* fornite ai
pazienti malati di tumore, il suo intervento in televisione ha
danneggiato la struttura.
Non doveva proprio farlo; non doveva permettersi di dire che molte
malattie possono guarire con
l'alimentazione.
Errore fatale.
Una persona che segue i protocolli ufficiali, cioè radio e chemio, può costare al Sistema oltre 200 mila euro al mese, e questo per la gioia delle industrie.
Quanto costa una persona che modifca il proprio stile di vita, in primis l'alimentazione?
Oggi aiutare le persone a guarire da tumori con sistemi naturali che non contemplano i devastanti e carissimi chemioterapici, è eresia, per non dire stregoneria, e come tale va sradicata sul nascere.
Errore fatale.
Una persona che segue i protocolli ufficiali, cioè radio e chemio, può costare al Sistema oltre 200 mila euro al mese, e questo per la gioia delle industrie.
Quanto costa una persona che modifca il proprio stile di vita, in primis l'alimentazione?
Oggi aiutare le persone a guarire da tumori con sistemi naturali che non contemplano i devastanti e carissimi chemioterapici, è eresia, per non dire stregoneria, e come tale va sradicata sul nascere.
Nonostante il San
Raffaele sia una struttura privata, a farne le spese è stato un medico
che in Scienza e Coscienza (come afferma il Codice dentologico medico, e
l'articolo 5, lettera C della Dichiarazione di Helsinki) ha seguito un
assistito, aiutandolo a guarire da un tumore metastatizzato al cervello.
Qual è la motivazione ufficiale del licenziamento? La puzza di zolfo?
La d.ssa Michela De Petris è l'ennesimo Medico incappato nel "Malleus Maleficarum" (il Maglio delle streghe).
Mi auguro che la magistratura ma anche l'ordine dei medici intervengano con una seria indagine, prendendo provvedimenti nei confronti di questo primario e dell'intero ospedale.
Il tempo è assolutamente maturo per cercare di cambiare questo sistema che oramai è marcio fino dentro le mura degli ospedali.
La medicina moderna è infatti sempre più nella morsa delle industrie della chimica e farmaceutica e a pagarne le spese, oltre ai Medici onesti sono anche le persone comuni, perché mettendo i ceppi ai polsi dei medici, bloccano la nostra libertà di cura e libertà di scelta terapeutica.
Qual è la motivazione ufficiale del licenziamento? La puzza di zolfo?
La d.ssa Michela De Petris è l'ennesimo Medico incappato nel "Malleus Maleficarum" (il Maglio delle streghe).
Mi auguro che la magistratura ma anche l'ordine dei medici intervengano con una seria indagine, prendendo provvedimenti nei confronti di questo primario e dell'intero ospedale.
Il tempo è assolutamente maturo per cercare di cambiare questo sistema che oramai è marcio fino dentro le mura degli ospedali.
La medicina moderna è infatti sempre più nella morsa delle industrie della chimica e farmaceutica e a pagarne le spese, oltre ai Medici onesti sono anche le persone comuni, perché mettendo i ceppi ai polsi dei medici, bloccano la nostra libertà di cura e libertà di scelta terapeutica.
Grande stima e
totale solidarietà al Medico Michela De Petris.
* Qualche esempio di costi dei
chemioterapici, tratto dal libro "Cancro
Spa"
1. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a
Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro.
2. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro
3. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Carboplatino (ECOG 1594 + ILCP) per 100 pazienti: 216.945,00 euro
4. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Gemcitabina associata a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 409.020,00 euro
5. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594 + TAX 326) per 100 pazienti: 540.093,00 euro
6. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Carboplatino (TAX 326) per 100 pazienti: 548.955,00 euro
2. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro
3. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Carboplatino (ECOG 1594 + ILCP) per 100 pazienti: 216.945,00 euro
4. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Gemcitabina associata a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 409.020,00 euro
5. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594 + TAX 326) per 100 pazienti: 540.093,00 euro
6. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Carboplatino (TAX 326) per 100 pazienti: 548.955,00 euro
Cifre colossali che si riferiscono “solamente” ai costi dei farmaci
chemioterapici nei sei tipi di trattamenti terapeutici presi in
considerazione nella “Valutazione dei costi associati alle terapie
‘platinum based’” e pubblicate nel Giornale italiano di Farmacia
clinica”. Se a questo sommiamo i costi della “somministrazione”,
“premedicazione” e “reazioni avverse” il totale ha dell’incredibile!
1. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Cisplatino) +
“somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100
pazienti: 452.096,00 euro
2. Costo 6 cicli di chemioterapia (Vinolrelbina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 814.366,00 euro
3. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 467.550,00 euro
4. Costo 6 cicli di chemioterapia (Gemcitabina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 703.251,00 euro
5. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Cisplatino) per 100 pazienti: 841.978,00 euro
6. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 825.887,00 euro
2. Costo 6 cicli di chemioterapia (Vinolrelbina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 814.366,00 euro
3. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 467.550,00 euro
4. Costo 6 cicli di chemioterapia (Gemcitabina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 703.251,00 euro
5. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Cisplatino) per 100 pazienti: 841.978,00 euro
6. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 825.887,00 euro
NO ERBICIDI NELLE AREE PUBBLICHE
Il WWF AltaMarca, pensando di far cosa gradita ai nostri Sindaci, troppo impegnati ed in "altre faccende affaccendati", li informa dell'entrata in vigore in Italia, dal 13/02/2014, del PAN-2014 (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari).
a) le aree dove il mezzo chimico è vietato;
b) le aree dove il mezzo chimico può essere usato esclusivamente all’interno di un approccio integrato con mezzi non chimici e di una programmazione pluriennale degli interventi.
In particolare sono previste le seguenti misure:
• i trattamenti diserbanti sono vietati e sostituiti con metodi alternativi nelle zone frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, indicate al precedente paragrafo A.5.6;
• in caso di deroga non si può ricorrere, comunque, all’uso di prodotti fitosanitari che riportano in etichetta le seguenti frasi di rischio: da R20 a R28, R36, R37, R38, R42, R43, R40, R41, R45, R48, R60, R61, R62, R63, R64 e R68, ai sensi del decreto legislativo n. 65/2003 e s.m.i. o le indicazioni di pericolo corrispondenti di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008.
Tali prodotti non devono, comunque, contenere sostanze classificate mutagene, cancerogene, tossiche per la riproduzione e lo sviluppo embriofetale, sensibilizzanti, ai sensi del regolamento (CE) n.1272/2008.
Il WWF AltaMarca ricorda ai nostri Sindaci, tutori della salute pubblica (art.32 Costituzione) che la gran parte degli erbicidi attualmente in uso, hanno le seguenti caratteristiche:
1. sicuramente sono tutti tossici o nocivi per l'ambiente acquatico: classe di rischio = N
2. la maggioranza è composta da principi attivi con classe di rischio Xn = nocivo per la salute
3. purtroppo alcuni di questi principi attivi hanno classe di rischio T = tossico per la salute
4. hanno sicuramente le frasi di rischio acute da R20 a R43, quindi non utilizzabili
5. molti principi attivi hanno frasi di rischio croniche da R45 a R68, quindi non utilizzabili
6. molti di questi erbicidi soffrono della declassificazione del rischio, ossia il ministero assegna una classe di rischio inferiore a quella dei principi attivi che compongono l'erbicida
In pratica, gli erbicidi attualmente in uso vanno sostituiti con altri meno pericolosi, ma esistono davvero? "oppure ricorrendo a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici), riducendo le dosi di impiego e utilizzando tecniche e attrezzature, che permettano di ridurne al minimo la dispersione nell’ambiente" (pag.26: A.5.6 del PAN).
Maggiori informazioni su www.farradisoligo5stelle.it
PAN-A.5.6.1 - Utilizzo dei prodotti fitosanitari ad azione erbicida
In ambiente urbano, le Autorità locali competenti per la gestione della flora infestante individuano:a) le aree dove il mezzo chimico è vietato;
b) le aree dove il mezzo chimico può essere usato esclusivamente all’interno di un approccio integrato con mezzi non chimici e di una programmazione pluriennale degli interventi.
In particolare sono previste le seguenti misure:
• i trattamenti diserbanti sono vietati e sostituiti con metodi alternativi nelle zone frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, indicate al precedente paragrafo A.5.6;
• in caso di deroga non si può ricorrere, comunque, all’uso di prodotti fitosanitari che riportano in etichetta le seguenti frasi di rischio: da R20 a R28, R36, R37, R38, R42, R43, R40, R41, R45, R48, R60, R61, R62, R63, R64 e R68, ai sensi del decreto legislativo n. 65/2003 e s.m.i. o le indicazioni di pericolo corrispondenti di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008.
Tali prodotti non devono, comunque, contenere sostanze classificate mutagene, cancerogene, tossiche per la riproduzione e lo sviluppo embriofetale, sensibilizzanti, ai sensi del regolamento (CE) n.1272/2008.
Il WWF AltaMarca ricorda ai nostri Sindaci, tutori della salute pubblica (art.32 Costituzione) che la gran parte degli erbicidi attualmente in uso, hanno le seguenti caratteristiche:
1. sicuramente sono tutti tossici o nocivi per l'ambiente acquatico: classe di rischio = N
2. la maggioranza è composta da principi attivi con classe di rischio Xn = nocivo per la salute
3. purtroppo alcuni di questi principi attivi hanno classe di rischio T = tossico per la salute
4. hanno sicuramente le frasi di rischio acute da R20 a R43, quindi non utilizzabili
5. molti principi attivi hanno frasi di rischio croniche da R45 a R68, quindi non utilizzabili
6. molti di questi erbicidi soffrono della declassificazione del rischio, ossia il ministero assegna una classe di rischio inferiore a quella dei principi attivi che compongono l'erbicida
In pratica, gli erbicidi attualmente in uso vanno sostituiti con altri meno pericolosi, ma esistono davvero? "oppure ricorrendo a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici), riducendo le dosi di impiego e utilizzando tecniche e attrezzature, che permettano di ridurne al minimo la dispersione nell’ambiente" (pag.26: A.5.6 del PAN).
Maggiori informazioni su www.farradisoligo5stelle.it
mercoledì 19 marzo 2014
Acquistare duplicatori di radiocomandi / radiocomandi universali
Ho trovato molto conveniente acquistare radiocomandi per aprincancello e basculante da store.creasol.it :
superati i 50€ di spesa, ti fanno lo sconto 10%. Inoltre, condividendo su facebook le pagine del sito, ti fanno un ulteriore sconto!
Hanno sia radiocomandi a frequenza fissa 433 Mhz che radiocomandi multifrequenza, in grado di funzionare a 433mhz, 868mhz e 306mhz.
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Hanno sia radiocomandi a frequenza fissa 433 Mhz che radiocomandi multifrequenza, in grado di funzionare a 433mhz, 868mhz e 306mhz.
venerdì 18 ottobre 2013
Cos'e' lo spread
Cos'è lo spread
La BCE presta il denaro alle banche all'interesse del 0,75% annuoLe banche, con questo denaro, acquistano BTP che rendono dal 4% al 5% annuo
Acquistando BTP, il giusto interesse corrisposto alle banche sarebbe lo 0,76% annuo
Altrimenti si configura uno sfruttamento degli italiani che pagano le tasse
Lo SPREAD
Quando le agenzie di rating diffondono notizie sul probabile default dell'azienda Italia, le banche acquistano
sul mercato delle assicurazioni: CDS (credit default swap) che costano il 3% = spread
Pertanto l'interesse è composto dallo spread + l'interesse normale sul BTP
In realtà nessuna banca italiana acquista i CDS, pertanto è tutto guadagno speculativo
Nessuno speculatore crede all'insolvenza italiana, altrimenti non acquisterebbero BTP
La speculazione sui CDS
Chi specula sui BTP non acquista CDSPerò ci sono acquisti di CDS sui mercati internazionali, è una speculazione sui CDS
In realtà il CDS è un (famigerato) derivato speculativo per far salire lo spread
Dati ISTAT 2009:
Pil italiano: 1820 miliardi (Prodotto interno lordo)
Servizi finanziari: 130 miliardi, pagati alle banche
Interessi sui BTP: 80 miliardi, pagati alle banche
In un anno lo stato italiano ha versato 210 miliardi alle banche (dissanguamento degli italiani) = 18%
Sistema giapponese
Collocazione forzosa presso le banche che operano nel territorio giapponese a tasso ridottoLo stato italiano deve chiedere alla BCE di prestare al Tesoro (non alle banche) il denaro allo 0,75% oppure
di obbligare le banche ad acquistare i BTP allo 0,76% ed avremmo risolto il problema dello spread RISPARMIANDO 70 MILIARDI ALL'ANNO
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